
Le prime notizie della nobile e illustre famiglia degli Squarcialupi si hanno già nel 1015: essa infatti era proprietaria di molti marchesati nella zona di Castellina, nonché di altri nella zona di Poggibonsi. I membri della famiglia si distinsero per ferocia e coraggio (Scorcialupo e Guidone Squarcialupi) ma anche per generosità d’animo: quando la comunità religiosa di Castellina decise di allargare la Chiesa, gli Squarcialupi donarono alla comunità ecclesiastica una parte della loro terra, in cambio di una messa in onore della Vergine una volta all’anno in suffragio dei loro morti.
La famiglia aveva importanti incarichi di responsabilità nel governo: nel corso degli anni gli Squarcialupi furono eletti dalla Repubblica Fiorentina commissari generali di Castellina. Nelle numerose battaglie fra Firenze e Siena Castellina, situata su una delle vie di comunicazione tra le due città, era un luogo strategico di primaria importanza, di cui la repubblica fiorentina si appropriò ben presto. Nel 1397 Alberico da Barbiano riuscì ad espugnarla e distruggerla, ma Firenze la restaurò e la fortificò nel 1400.
In questo periodo l’imperatore Sigismondo scendeva in Italia; questi appoggiava Siena nella lotta contro Firenze e durante alcune scorrerie gli ungheresi tagliarono una mano ad alcuni prigionieri. Arrigo degli Squarcialupi, a quel tempo commissario fiorentino a Castellina, non potendo tollerare un atto di tale barbarie, promise vendetta. In accordo dunque con Firenze, finse di tradirla, promettendo a Siena di consegnargli la fortezza di Castellina. L’imperatore cadde nel tranello, promise allo Squarcialupi molti possessi e altrettanti privilegi in cambio della consegna di Castellina. Quando però gli ungheresi entrarono numerosi a Castellina si trovarono serrati dentro la fortezza e portati nelle prigioni. Furono liberati ad uno ad uno e su una panca gli fu mozzata una mano.
Nel 1452 Antonio di Manfredi Squarcialupi, si trasferì a Castellina in qualità di commissario generale e difese la postazione fiorentina facendo tutto ciò che era in suo potere; si comportò così valorosamente che la Repubblica Fiorentina cancellò tutti i debiti che egli aveva verso lo stato e per un periodo gli ridusse le imposte. Anche i figli di Manfredi, Antonio, Iacopo e Pietro, si resero benemeriti verso la Castellina e verso Firenze, avendo sostenuto con successo e onore cariche importanti e di responsabilità. Antonio in particolare si rese celebre in quanto più famoso organista del tempo.
L’ultima notizia relativa agli Squarcialupi a Castellina è del 1554, si sa che la famiglia si estinse fra il 600 e il 700, lasciando patrimonio e nome all’illustre famiglia fiorentina degli Strozzi-Ugolini. La facciata esterna del Palazzo Squarcialupi, assai pregevole per armonia architettonica, contiene quattro porte di ingresso abbellite da incrostate bozze di pietra forte, le quali compaiono anche nelle otto finestre arcuate del primo piano e ugualmente nelle corrispondenti quadrate del secondo. Si osservano due stemmi gentilizi in pietra della famiglia Ugolini, ove sono scolpite due feroci pantere.
Il Palazzo è ricco di grandi camini, di bellissime sale e di antiche pitture e ciò che dette lustro al Palazzo furono le visite dei Granduchi di Toscana Ferdinando III e Leopoldo II. Il palazzo e l’azienda agricola annessa passarono dalle mani della famiglia Strozzi a quella dei Rosselli prima e degli Straccali poi, fino ad essere acquistati nel 1980 dalla Famiglia Targioni. Gli anni ottanta non furono anni facili per un vino come il Chianti Classico, ancora legato ad un disciplinare obsoleto, troppo lontano dai canoni di vini considerati di alta qualità (l’utilizzo delle uve bianche e la sua asprezza non permettevano di sfruttare le potenzialità del vitigno Sangiovese). Se il 1984 è stato un anno chiave per il Chianti Classico, con l’assegnazione della D.O.C.G., per la rinascita della “Fattoria La Castellina” è il 1989 che ha segnato una svolta importante, anno in cui Monica Targioni ed il marito Tommaso Bojola hanno iniziato ad occuparsi direttamente della tenuta.
Tommaso, con la sua laurea in agraria, svelava una grande passione per l’ambiente vitivinicolo, che si fuse perfettamente con quella di Monica per l’ospitalità: il loro impegno iniziò fin da subito a dare i suoi frutti nella gestione della “Fattoria La Castellina”. I due si trovarono di fronte una fattoria alla deriva, dove i vecchi proprietari avevano continuato a produrre vino ed olio, trascurando di rinnovare l’azienda. Tommaso e Monica hanno quindi iniziato sistemando la vendita diretta, acquistando nuove e più moderne attrezzature per la cantina, dedicando una cura precisa ed efficace ai vigneti ed iniziando una attenta ristrutturazione dei locali: nel 1994 completarono la ristrutturazione del “La Ferrozzola”, antica casa colonica immersa nel verde dove risiedevano i mezzadri della azienda, ora ridente agriturismo in prossimità del paese; nel 1996 terminarono la ristrutturazione dell’antico Palazzo Squarcialupi, fino ad allora usato come cantina per la produzione, l’imbottigliamento e lo stoccaggio del vino e adesso trasformato in elegante hotel, dove gli ospiti possono godere di un soggiorno in un autentico palazzo toscano. Nel 1998 l’azienda si è dotata di una moderna cantina vicina al centro storico, permettendo il disimpegno di locali di grande pregio architettonico dell’antico palazzo, dove è stata mantenuta la cantina dell’invecchiamento. I locali sotterranei infatti sono luogo ideale per botti e bottiglie che devono riposare al riparo da sbalzi di temperatura e di luce. Nelle sale del palazzo, rimaste a disposizione, è ampliata la vendita diretta dei prodotti della Fattoria, inaugurato un negozio di distillati e di accessori necessari ad ogni intenditore di vino e nel 1999 è stata ultimata l’”Enoteca Antiquaria”.
Quest’ultima ospita vini della Collezione Bruni-Scarselli, che comprende le bottiglie di tutte le aziende del Chianti Classico esistenti ed esistite per un periodo di circa 100 anni. Si tratta di un importante ed unico archivio storico, con i sapori del vino di una volta, che assicura la conservazione delle caratteristiche originali del Chianti Classico (si conserva tra l’altro una bottiglia di “Badia a Passignano” del 1882 recante un’etichetta scritta a mano dai monaci dell’Abbazia).
Tutte queste modifiche strutturali si riflettono nella qualità dei vini prodotti oggi dalla “Fattoria La Castellina”; l’attenzione rivolta alle moderne innovazioni in campo agronomico ed enologico ha consentito un’evoluzione costante dei vini che oggi, qualitativamente, ben si collocano nel panorama vinicolo chiantigiano.